SIS PIEMONTE - Provincia di Torino

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–il contesto storico culturale in cui si inserisce la congiura di Catilina; ... introducendo l'opera storiografica di Sallustio, ha chiesto agli allievi: “Quale altro autore ...

SIS PIEMONTE

“La storiografia latina per autori: un percorso tematico all’interno di un impianto tradizionale”

Indirizzo linguistico-letterario Classe di abilitazione: A051

Specializzato: Rossana Carbone

Supervisore di tirocinio: Rita Giublena

Anno Accademico: 2004 / 2005

IL PROGETTO DIDATTICO 1.Contesto L’esperienza si è svolta presso un Liceo Socio-Psico-Pedagogico e Linguistico, sezione distaccata di un Liceo Scientifico e ha coinvolto una classe IV dell’indirizzo Socio-PsicoPedagogico. La scuola in questione opera in un territorio con un elevato sviluppo industriale e con una forte presenza del terziario e del settore dei servizi. La crescita economica degli ultimi decenni è evidenziata dalla presenza di una forte immigrazione interna ed extracomunitaria che ha determinato continui cambiamenti nella composizione della struttura sociale. Gli studenti che frequentano le due sedi dell’Istituto provengono dal capoluogo, ma il numero più consistente arriva dai comuni limitrofi e da altri distretti scolastici. Questo significa un impegno della scuola ad affrontare i problemi legati ad un forte pendolarismo, la responsabilità della formazione di allievi provenienti da esperienze personali diverse, legate ad una diversa estrazione sociale. La scuola, dunque, si propone di interagire creando una struttura associativa con altre scuole e un accordo di rete con agenzie formative e territoriali (enti locali, privati, mondo del lavoro, ecc.); sviluppando progetti che amplino l’offerta formativa con cambiamenti nella didattica, nell’istruzione e nell’organizzazione. 2.Livello La classe è costituita da 18 alunni, di cui 17 femmine e un maschio. Non figurano alunni portatori di handicap. Vi è un solo alunno ripetente; infine sono 12 gli alunni promossi per merito l’anno precedente. Tutti gli appartenenti al gruppo classe non sono residenti nel Comune in cui è situato l’Istituto. La classe è risultata motivata e interessata alla vita scolastica: ha partecipato al lavoro svolto in classe impegnandosi anche nello studio a casa e ha sempre mantenuto, nei confronti della specializzata e dell’attività svolta insieme, un comportamento maturo e responsabile. Il livello di attenzione è stato stimolato attraverso una partecipazione più “attiva” ai messaggi veicolati. Si è manifestata l’impressione che ci fosse una certa reticenza da parte degli alunni a intervenire nel corso delle lezioni, in particolare quando la classe è stata chiamata a esprimere opinioni personali in merito a un fatto o quando è stata invitata, come spesso è accaduto durante l’intervento didattico, a rispondere a brevi domande: riconoscere una funzione grammaticale in un testo analizzato; operare semplici rimandi ad argomenti svolti in un passato molto recente. Non sono emersi particolari problemi di socializzazione: tra gli studenti ha prevalso lo spirito di collaborazione nell’affrontare le attività didattiche e con il docente la capacità di affrontare i problemi con serenità. La classe ha manifestato senza problemi al docente titolare le difficoltà incontrate durante il percorso didattico svolto con la specializzata e il docente si è fatto carico di comunicarle alla Stessa. Sul piano cognitivo sono emerse difficoltà concernenti discipline come la letteratura italiana e latina e, conseguentemente, l’adozione di un efficace metodo di studio. Anche in quest’ottica la specializzata ha organizzato il proprio intervento scegliendo un percorso tematico che facesse leva sulla curiosità e l’interesse degli allievi. 3.Finalità L’intervento didattico programmato si è proposto di tracciare un quadro della produzione storiografica e storica latina nel I secolo a.C.; sullo sfondo delle vicende politiche e sociali che

hanno toccato la città di Roma e i suoi domini, si è cercato di mettere in luce il legame tra questo particolare tipo di creazione politico-letteraria, i suoi autori e i suoi destinatari.

4.Obiettivi di apprendimento e pre-requisiti Premesso che la conoscenza e lo studio del latino, soprattutto nel triennio, si configurano sotto il profilo linguistico e letterario, il progetto didattico si è proposto i seguenti obiettivi di apprendimento: sul piano delle competenze linguistiche, ha cercato di affermare la centralità del testo come criterio di trattazione degli argomenti storico-letterari; di consolidare e approfondire la conoscenza delle strutture morfo-sintattiche e stilistiche della lingua latina; di allargare il patrimonio lessicale latino. Il lavoro su questi obiettivi dà, infatti, un contributo rilevante al dominio della lingua italiana perché il confronto sistematico richiesto dal lavoro di traduzione favorisce un arricchimento continuo sul piano lessicale e sintattico contribuendo in qualche modo a contrastare la “povertà” lessicale degli studenti. Sul piano delle competenze letterarie, il progetto ha voluto realizzare obiettivi quali l’inquadramento di un autore e delle sue opere, di determinati fenomeni letterari nel contesto storico-politico e culturale cui appartengono; la capacità di classificazione dei testi secondo vari criteri. Il lavoro su tali obiettivi consente di ricostruire le tipologie espressive giunte sino a noi, rende possibile un contatto diretto con le strutture della civiltà romana e permette di cogliere dal vivo il rapporto di continuità e/o di alterità tra presente e passato. Prima di dare inizio all’intervento didattico, la specializzata ha proceduto a una verifica formativa orale sulle conoscenze pregresse necessarie allo svolgimento del modulo didattico e in particolare su: –i caratteri della storiografia romana; –il contesto storico culturale in cui si inserisce la congiura di Catilina; –la congiura e Catilina nelle orazioni di Cicerone. L’accertamento dei pre-requisiti relativi alla conoscenza delle strutture morfo-sintattiche della lingua latina è stato verificato durante la lettura e l’analisi testuale, mediante l'invito agli alunni a rispondere a brevi domande poste dalla specializzata sulle strutture linguistiche. Lo stesso dicasi per l’analisi stilistica: la conoscenza o il riconoscimento delle principali figure retoriche riscontrate nei testi è stata verificata durante l’approccio ai testi stessi.

5.Abilità e competenze attivate Nella progettazione dell’intervento didattico si è cercato di attivare le seguenti abilità: •Individuare la tipologia di un testo •Comprendere un testo latino nelle sue linee essenziali •Cogliere il pensiero dell’autore attraverso la lettura e la traduzione di un brano •Riconoscere nel testo latino gli elementi retorici, mitologici e linguistici •Confrontare alcune voci del latino con quelle derivate della lingua italiana e competenze: •Leggere correttamente un testo latino •Individuare e analizzare gli elementi morfo-sintattici e lessicali contenuti in un testo •Riconoscere gli elementi retorici, mitologici, linguistici della tradizione latina e collegarli con quelli della tradizione letteraria “volgare”

6.Risorse e materiali Nello svolgimento dell’esperienza didattica la specializzata ha utilizzato i seguenti strumenti: a.libro di testo in adozione b.altri libri a cura della specializzata c.lavagna tradizionale d.gessetti colorati

7.Metodologie e tempi Nell’intervento didattico presentato, le richieste di svolgimento avanzate dal docente tutor sono state molto chiare e hanno evidenziato la tendenza a privilegiare, nello studio della letteratura latina e attraverso la riflessione sui testi, per altro condotta dalla specializzata in ottemperanza a un principio di «direttività metodologica» (Calvani 2000:158-159) incentrata sul docente, il quadro storico e i protagonisti degli eventi rispetto ad una attenta analisi linguistica e stilistica dei testi stessi condotta parallelamente al discorso letterario. La specializzata, nel rispetto delle richieste del tutor e alla luce del rapporto umano instauratosi con il docente, ha cercato d’introdurre nella pratica d’insegnamento alcuni correttivi (ad esempio, un minimo di lezione dialogata) finalizzati a “negoziare” parole ed esperienze e alcune integrazioni come il ricorso ad altri mediatori quali quelli iconici non figurativi (Damiano 1993:228), ovvero l’uso di tabelle e schemi. La connotazione della lezione in senso più dialogico ha risposto all’esigenza di creare un’interazione con la classe, di avere un riscontro di ciò che gli allievi comprendevano durante l’intervento e di rendersi conto delle implicazioni sul piano emotivo della sua esposizione (Calvani 2000:147). La specializzata ha pertanto cercato di alternare brevi esposizioni a domande o a frasi non completate: ad esempio, introducendo l’opera storiografica di Sallustio, ha chiesto agli allievi: “Quale altro autore latino ha parlato della Congiura di Catilina? In quale opera?” Oppure: “Sallustio si colloca nel secolo…, nell’età di…”. La lezione euristico-dialogata è stata un tentativo di fondare quella che Bruner definisce la «cooperazione» tra insegnante e allievo: lo studente non è ascoltatore ma prende parte alla formulazione dei contenuti nelle interruzioni e negli spazi sollevati dal docente. L’uso della mediazione iconica permette di ricostruire la realtà instaurando con essa un rapporto fisico-percettivo; la realtà “si vede”; siamo al massimo della concretezza e della specificità, aspetti che costituiscono i vantaggi formativi di tale modello didattico insieme ad altre ragioni che Damiano (1993: 217-219) riscontra in: – capacità di oggettivazione, cioè di rappresentare un’esperienza reificandola come una cosa “esterna al soggetto”, superiore a qualsiasi altro mediatore; – possibilità di analisi accessibile alla percezione visiva; – portata dell’informazione che è in grado di condensare e di ordinare in forma organica e quindi uso dello spazio per rappresentare un oggetto (a differenza del mediatore simbolico che si serve invece del tempo: richiamo alla lezione frontale). La specializzata ha proposto in alcuni momenti un approccio più critico al libro di testo privilegiando il “metodo induttivo” ovvero ricavando direttamente dalla fonte letteraria (il passo in latino) le informazioni presenti sul manuale di riferimento. Ad esempio, per non indurre lo studio menmonico degli arcaismi nell’opera di Sallustio, proposti dal manuale di storia della letteratura sotto forma di “nudo elenco”: ● gerundivi in -undus, anziché in –endus; ● superlativi in -umus, anziché in -imus; ● nomi e aggettivi della terza declinazione uscenti all’accusativo plurale in -is anziché in -es;

● terminazione arcaica in -ere anziché in -erunt per la terza persona plurale dell’indicativo perfetto; la specializzata ha guidato via via gli allievi a evidenziarli nei testi durante l’attività di traduzione dal latino. Ad esempio, nel passo: “Ritratto di Catilina” ha invitato a cerchiare tutti gli arcaismi (maxuma, capiundae, pessuma, pulcherruma, optuma, pessuma, flagitiosissuma) e a classificarli tra quelli elencati sul libro. Nei brani successivi, ha consentito agli allievi una ricerca autonoma. Insomma, un approccio didattico che muove dal particolare per arrivare al generale. Il tentativo di diversificare l’impianto richiesto dal docente tutor si è orientato alla ricerca di un nucleo concettuale, di una tematica ricorrente verso cui far convergere l’intero intervento (in questo caso: la tecnica del ritratto in Sallustio). È stato applicato quello che Pellerey definisce il «principio di motivazione» secondo il quale la nostra curiosità viene ravvivata quando ci si imbatte in qualcosa di nuovo o di insolito purché la novità / difficoltà non sia troppo lontana dalla matrice cognitiva dell’alunno o troppo familiare (Castoldi, Pellerey 1983:181). Così, un piccolo riquadro di approfondimento sul ritratto sallustiano presente sul libro di testo è diventato il punto di partenza per focalizzare l’attenzione sui protagonisti della congiura. La specializzata, insomma, è ricorsa a un uso non sequenziale del manuale operando “salti” di pagina, invertendo l’ordine dei passi da analizzare, operando delle sostituzioni per cercare di ravvivare la curiosità degli allievi, per introdurre elementi di novità nell’intervento didattico, per offrire stimoli utili anche a una eventuale ricerca e scoperta autonoma. In questa fase della didattica ha svolto un ruolo di primaria importanza la progettazione intesa come pianificazione delle diverse attività di insegnamento/apprendimento per offrire un progetto didattico che, come sostengono Bertocchi et al. (2000:214-216) è: – sensibile alle sollecitazioni che si avverano in itinere; – adeguato alle caratteristiche del soggetto che apprende; – adeguato allo scopo educativo aggiornato della disciplina d’insegnamento; – adatto alle attese e ai bisogni del soggetto (la sua prontezza, il suo momento psicologico cognitivo e affettivo, il momento storico-culturale vissuto); – adatto alle risorse materiali e culturali offerte dal contesto scolastico nel quale si opera. La scelta della specializzata è stata orientata a un minimo di flessibilità dell’azione didattica nella convinzione che individuare concetti forti e idee generali delle discipline (e valorizzare le relazioni fra esse) contribuisca a sviluppare le strutture mentali del soggetto e a rendere l’apprendimento significativo (Castoldi, Pellerey 1983:166-167). L’“elemento perturbatore” inteso come «destabilizzazione della struttura cognitiva dell’allievo» (Castoldi et al., 1983:181) che, di fronte a una modalità differente di trasmissione delle informazioni, deve attuare condotte intellettuali che mirano a produrre una strutturazione della conoscenza diversa, ha svolto a pieno la sua funzione: la classe, abituata a “studiare da pagina… a pagina…” e a fare poca fatica ha dovuto sforzarsi a leggere il libro di testo in un’altra ottica e a sistematizzare i contenuti sulla base di quanto riferito dalla specializzata durante le lezioni. Questa teoria ha avuto tale applicazione pratica: il manuale di storia della letteratura latina, diviso in tre sezioni: notizie biografiche sull’autore e sulle opere principali; antologia di testi tradotti; antologia di testi da tradurre e analizzare (relativi alle principali opere di quell’autore e organizzati in ordine cronologico di capitoli) è stato rivisitato dalla specializzata. In particolare, si è operato in parallelo sulle prime due sezioni: il quadro storico supportato dalla lettura di un passo in traduzione, mentre la sezione dei testi latini è stata affrontata senza rispettare l’ordine di presentazione dei brani scelti dal tutor ma raggruppandoli all’interno di un nucleo tematico: il ritratto nella storiografia. Infine, il testo latino ha consentito agganci continui ai passi in traduzione (ad esempio, dal Ritratto di Cesare e Catone ai loro Discorsi in Senato; dalla riflessione sulla personalità dei due personaggi all’excursus sulla decadenza dei costumi) e alla storia della letteratura (ad esempio, lo stile dell’autore di cui si è già detto poco sopra).

La specializzata avrebbe gradito un approccio ai brani latini maggiormente improntato alla operatività degli allievi (esperienze di “apprendimento cooperativo” in gruppi formali o lavori domestici, per costruire relazioni interpersonali costruttive e positive, per creare motivazione nell’attività; per potenziare l’impegno) perché convinta, con i sostenitori del metodo cooperativo, che una maggior partecipazione degli studenti al processo di apprendimento garantirebbe migliore riuscita scolastica: gli allievi lavorano di più, memorizzano meglio e più a lungo, sviluppano una maggior motivazione, passano più tempo sul compito potenziando le capacità di pensiero critico, rafforzano i rapporti di amicizia nel rispetto della diversità; aumentano autoefficacia, autostima e immagine di sé (Johnson, Johnson, Holubec 1996:19-21). Tutto questo non è stato possibile; tuttavia, resta la soddisfazione di essere riuscita a dare una «direzione» al percorso ponendosi obiettivi chiari, manifestando agli allievi le proprie intenzioni di educatore e gli obiettivi posti alla propria azione educativa, cercando di ottenere una condivisione di intenti da parte degli allievi (come accade in tutte le scuole di oggi) o una discussione degli intenti. I tempi di svolgimento dell’intervento didattico sono stati di 10 ore, già comprensivi della prova di verifica eseguita dagli allievi, corretta e riconsegnata alla classe dalla specializzata.

8.Procedura Di seguito vengono esposte le tappe seguite dalla specializzata nella presentazione dell’intervento didattico. DATA 27/11/04

29/11/04

N° ORE 1h

1h

PROGRAMMAZIONE Sallustio: la tecnica del ritratto Recupero dei prerequisiti sull'episodio della congiura di Catilina attraverso i richiami alle orazioni di Cicerone già note agli studenti. La specializzata colloca Sallustio nel contesto tracciato e la sua opera nel genere letterario della storiografia. Chiarisce il rapporto tra storia e politica a Roma e illustra gli elementi salienti della biografia dell'autore. Poi presenta il celebre passo che descrive il protagonista dell'opera sallustiana. (De coniuratione Catilinae, 5). Lettura e traduzione del testo sono affidati alla specializzata. Durante la traduzione gli allievi prendono appunti. Alla traduzione segue un'analisi morfo-sintattica del brano; la riflessione stilistica è condotta, invece, con l'uso di colori diversi per evidenziare figure retoriche e tratti stilistici. L'obiettivo è quello di ricavare dai testi tradotti le caratteristiche dello stile dell'autore elencate alla pagina 400 del manuale in adozione. Di seguito si procede alla scomposizione del testo per avviare gli studenti a riconoscere come è costruito un ritratto nell'opera sallustiana. Alla lavagna vengono focalizzati tre punti: cenni biografici; rappresentazione del personaggio secondo vizi e virtù; collocazione del ritratto all'interno dell'opera per comprenderne l'importanza nel quadro generale. In particolare riguardo ai primi due punti, si ricercano gli elementi nel testo tradotto. Sallustio: Proemio del De coniuratione Catilinae Si fa riflettere sul fatto che il brano di presentazione di Catilina fa emergere un contesto di crisi della repubblica romana. Viene dunque proposta la lettura in traduzione del Proemio (1-4) tratto dal De coniuratione Catilinae (lettura affidata agli allievi) e vengono sintetizzati, attraverso un’attività di sottolineatura e annotazione a

30/11/04

1/12/04

2h

margine, i contenuti principali del passo. L'aver ricordato nella biografia dell’autore gli episodi che lo legarono a Cesare, aiuta gli studenti a capire perché Sallustio scrive un'opera storica in un contesto che non rispecchia quello proprio dello storico romano. Il riferimento di Sallustio stesso al genere monografico consente alla specializzata di fissare alcune differenze di genere: monografia, annalistica, commentari e di condurre alla riflessione sul significato del Proemio nelle opere storiche. La tecnica del ritratto in Sallustio

1h

Applicazione della tecnica del ritratto ad alcuni brani tratti dal De coniuratione Catilinae tra quelli scelti dal docente titolare. Ritratto di Sempronia (De coniuratione Catilinae, 25): contestualizzazione del personaggio femminile della congiura. Lettura e traduzione affidata alla tirocinante. Analisi testuale (morfo-sintattica, stilistica, lessicale) come per la lezione del 27/11. Parentesi di "civiltà": la specializzata sottolinea la differenza tra il costume romano e quello greco nel giudicare le doti di Sempronia. Al termine dell’analisi del testo, viene proposta un’esercitazione da svolgersi collettivamente e che consiste nella compilazione di una scheda contenente: - cenni biografici di Sempronia; - caratteristiche positive e negative; - caratteristiche fisiche, morali, sociali e culturali; - parole che evidenziano le virtù tradizionali della matrona romana; - confronto con Catilina: cogliere almeno due elementi in comune. Le informazioni devono essere ricavate dal testo latino analizzato. Cesare e Catone Attraverso una lezione dialogata si opera un richiamo alle orazioni di Cicerone sul processo in Senato a Catilina e ai suoi complici e si cercano le ragioni di un possibile coinvolgimento di Cesare. La specializzata introduce due figure esemplari del processo, portatrici di due ideologie diverse e fautrici di due diverse ipotesi di condanna. Il brano di presentazione di Cesare e di Catone conclude la parentesi sulla ritrattistica e delinea i due personaggi di cui si leggerà il celebre discorso in Senato. Ritratto di Cesare e Catone (De coniuratione Catilinae, 54): Lettura e traduzione affidata alla specializzata; analisi testuale come per i brani precedenti. Al termine dell’analisi del testo, viene proposta un’esercitazione lessicale che consiste nella costruzione di una scheda con alcuni termini significativi che indicano le qualità morali dei due protagonisti. Le parole sono cercate dagli studenti direttamente nel brano; la specializzata chiarisce le sfumature di significato nel passaggio dal latino all’italiano. Alcuni esempi: il termine studium alla luce della traduzione fatta; la parola factio e l'aggettivo factiosus con riferimento al lessico politico di oggi. Esercizio alla lavagna: la specializzata disegna una tabella a due colonne. Gli studenti devono inserire da un lato le qualità di Cesare, dall'altro quelle di Catone. Si tratta di valori nettamente contrapposti o più complementari?

3/12/04

4/12/04

6/12/04

1h

Discorsi di Cesare e Catone

1h

Delineata la personalità dei due protagonisti attraverso il loro ritratto, la specializzata propone la lettura (in traduzione) affidata agli allievi di alcuni stralci dei discorsi tenuti in Senato dai personaggi (De coniuratione Catilinae, 51-52) invitando la classe a prestare attenzione ai due pareri, alle due ideologie che emergono e quindi anche a due modi di interpretare un ruolo politico. In particolare, la specializzata chiede al gruppo di evidenziare: - tipo di condanna prevista per Catilina e i congiurati (sottolineatura del testo con colori diversi); - orientamento politico sotteso ai giudizi di Cesare e Catone; - due aggettivi che definiscono il discorso di Cesare e quello di Catone. Gli excursus nel De coniuratione Catilinae

1h

La specializzata riprende alcune parti dei ritratti di Catilina, Sempronia, Cesare e Catone nei punti in cui Sallustio evidenzia la crisi della società romana. Invita gli allievi a evidenziare le parole-chiave che si ripetono in tutti i testi (luxuria, avaritia, studium modestiae, decoris, severitatis) e che richiamano alcuni aspetti della crisi dello Stato romano. Spiega il significato degli excursus nell'opera sallustiana proponendo la lettura in traduzione di alcuni capitoli dell'«Archeologia». (De coniuratione Catilinae, 10-12).Gli allievi sottolineano nel testo le cause della crisi e della corruzione e con l'aiuto della specializzata rilevano i fattori storici che secondo Sallustio ebbero grande importanza nella rivoluzione sociale e politica del primo secolo. La fine della congiura La specializzata conclude il percorso didattico con un brano in latino sulla conclusione del De coniuratione Catilinae (capitolo 61). La lettura e la traduzione sono affidate alla specializzata; l'analisi morfo-sintattica e stilistica è condotta attraverso una lezione dialogata. Il brano si presta ad una analisi lessicale di alcuni termini con efficaci richiami a testi affrontati in precedenza. Ad esempio: Ingenuus nel significato latino e nell'italiano di oggi; differenza tra anima (amissa anima nel brano in questione) e animus (ad esempio, fuit magna vi et animi… nel ritratto di Catilina).

7/12/04

20/12/04

1h

1h

Verifica sommativa Verifica sommativa della durata di un'ora. Ogni esercizio viene commentato brevemente. Riconsegna della prova e correzione collettiva sul quaderno degli esercizi.

9.Valutazione Al termine dell’intervento didattico è stata somministrata agli studenti una prova di verifica che si è configurata come verifica strutturata all’interno della quale la specializzata ha cercato di inserire diverse tipologie di esercizio con prevalenza di quesiti a stimolo chiuso e a risposta aperta (Moretti, Quagliata 1999:82). La prova è stata suddivisa in due sezioni:

► “Quadro storico-letterario” e “Comprensione del testo” con risposta a domande di comprensione. ► “Competenze morfo-sintattiche e stilistiche” con focus sul testo per rilevare determinate funzioni. La prova è stata corredata di un’apposita griglia di valutazione che ha tenuto conto delle indicazioni del POF d’Istituto. Verifica di Lingua e Letteratura latina Classe IV A Alunno/a Data La storiografia nell'età di Cesare: Sallustio a) Quadro storico-letterario I. In che secolo si colloca la figura di Sallustio e la sua attività letteraria? 2. Quali vicende biografiche dello scrittore testimoniano la sua amicizia con Cesare? 3. A quale particolare forma storiografica appartiene il De coniuratione Catilinae? Prima di Sallustio, che tipo di storiografia si praticava a Roma? 4. Leggi questo stralcio dal Proemio del De coniuratione Catilinae e spiega perché l'autore sente il bisogno di giustificare al lettore la sua scelta di vita come unica condizione possibile per la stesura della sua opera storica. Quando l'animo trovò riposo dopo molte sofferenze e pericoli e decisi che avrei dovuto passare il resto della mia vita lontano dalla politica, non fu mia intenzione trascorrere il prezioso tempo dell'ozio nell'indolenza e nella pigrizia, né passarlo impegnato nell'agricoltura o nella caccia, occupazioni degne di schiavi; ma tornato a quella stessa attività di studio che avevo intrapreso dalla quale mi aveva tenuto lontano una malsana ambizione - decisi di narrare le imprese del popolo romano tanto più che il mio animo era libero da speranza, timore, interessi di parte. b) Competenze morfo-sintattiche e stilistiche (focus sul testo) Leggi il passo che ti viene proposto e rispondi alle domande: 2 Haec mulier genere atque forma, praeterea viro liberis satis fortunata fuit; litteris Graecis et Latinis docta, psallere, saltare elegantius quam necesse est probae, multa alia, quae instrumenta luxuriae sunt. 3 Sed ei cariora semper omnia quam decus atque pudicitia fuit;pecuniae an famae minus parceret haud facile discerneres; lubido sic accensa ut saepius peteret viros quam peteretur. […] 5 Verum ingenium haud absurdum: posse versus facere, iocum movere, sermone uti vel modesto, vel molli vel procaci; prorsus multae facetiae multusque lepos inerat. Paragrafo 2 Indica il nome della mulier cui si fa riferimento e la sua funzione nell'opera di Sallustio. ………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………

Paragrafo 3 Individua il dativo di possesso, la subordinata interrogativa indiretta e la subordinata comparativa. …………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………

Paragrafo 5 Indica l'infinito storico-narrativo e la figura retorica del poliptoto. ……………………………………………………………………………………………………

Usando due colori diversi sottolinea nel testo le qualità positive e quelle negative del personaggio descritto da Sallustio.

c) Competenze morfo-sintattiche e stilistiche (focus sul testo): Leggi il brano proposto ed esegui le consegne: 6 Hunc post dominationem L. Sullae lubido maxuma invaserat rei publicae capiundae, neque id quibus modis adsequeretur, dum sibi regnum pararet, quicquam pensi habebat. 7 Agitabatur magis magisque in dies animus ferox inopia rei familiaris et conscientia scelerum, quae utraque iis artibus auxerat quas supra memoravi. 8 Incitabant praeterea corrupti civitatis mores, quos pessuma ac divorsa inter se mala, luxuria atque avaritia, vexabant. 9 Res ipsa hortari videtur, quoniam de moribus civitatis tempus admonuit, supra repetere ac paucis instituta maiorum domi militiaeque, quo modo rem publicam habuerint quantamque reliquerint, ut, paulatim inmutata, ex pulcherruma atque optuma pessuma ac flagitiosissuma facta sit, disserere. Inopia, conscientia: qual è la funzione di tali ablativi? …………………………………………………………………………………………………… Quae utraque auxerat: quale funzione esprime questa subordinata? …………………………………………………………………………………………………… Qual è il soggetto di vexabant? ……………………………………………………………………………………………………

Domi militiaeque: tale espressione formulare individua una particolarità del complemento di luogo: quale? …………………………………………………………………………………………………….

Inmutata: indica la funzione di questo participio perfetto. ………………………………………………………………………………………………………… Sottolinea nel brano tutti gli arcaismi usati da Sallustio.

d) Leggi questo passo tratto da un celebre discorso tenuto in Senato sul comportamento da assumere nei confronti dei complici di Catilina arrestati. Poi rispondi brevemente alle domande: Ma altre furono le qualità che li resero grandi (si riferisce agli antenati), e noi non le possediamo più: l'operosità all’interno, l'autorità esercitata con giustizia all'esterno, lo spirito libero nelle decisioni, non condizionato dal delitto o dalla passione. Al posto di tutto questo noi abbiamo il lusso e l'avidità: lo Stato è povero, i privati sono straricchi; facciamo l’elogio della ricchezza ma amiamo l’indolenza; fra galantuomini e furfanti non poniamo differenza alcuna; tutti i premi della virtù sono in mano agli intriganti. Chi sta parlando, secondo te? ……………………………………………………………………………………………………………… Qual è la causa che ha scatenato la congiura, secondo il parere di questo personaggio? ……………………………………………………………………………………………………………… ……………………………………………………………………………………………………………… GRIGLIA DI VALUTAZIONE

ESERCIZIO a)

b)

PUNTEGGIO ATTRIBUITO Domanda 1

PUNTEGGIO OTTENUTO (0,5 pt)

Domanda 2

(0,5 pt)

Domanda 3

(0,5 pt)

Domanda 4 Paragrafo 2

(1 pt) (1 pt)

Paragrafo 3 (1,5 pt) (0,5 pt per ogni risposta corretta) Paragrafo 5 (1 pt ) (0,5 pt per ogni risposta corretta)

c)

Caratteristiche (2 pt) Questionario (3 pt) (0,5 pt per le prime 4 domande; 1 pt per la quinta)

d) PUNTEGGIO TOTALE

Arcaismi 1 pt per ogni risposta corretta 15

(2 pt)

Voto in decimi Si riporta di seguito una tabella dei risultati ottenuti dai singoli studenti nella prova di verifica e una analisi statistica degli stessi.

Studenti in ordine crescente di voto Studente 8 Studente 11 Studente 3 Studente 1 Studente 7 Studente 16 Studente 2 Studente 14 Studente 9 Studente 12 Studente 13 Studente 15 Studente 4 Studente 5 Studente 10 Studente 6

voto 4,00 5,00 5,25 5,50 5,50 5,50 6,00 6,00 6,25 6,50 7,00 7,25 7,50 7,50 8,00 8,50

Analisi statistica media moda mediana sigma

6,33 5,50 6,13 1,22

Premettendo che per moda s’intende il risultato più frequente; per mediana la media tra i due voti centrali dell’ordinamento decrescente e per sigma lo scostamento dei dati rispetto alla media, l’analisi statistica dei risultati dimostra quanto segue: media, moda e mediana si attestano intorno ai valori della sufficienza; la scarsa dispersione intorno alla media sottolinea il buon esito complessivo della prova.

10.Fattibilità L’intervento didattico descritto, che è stato oggetto di un modulo di tirocinio attivo nella scuola secondaria di secondo grado, è stato riproposto dalla specializzata nella scuola di attuale titolarità. In una classe III di Liceo Scientifico la programmazione di letteratura latina è stata organizzata in moduli per genere letterario privilegiando il periodo storico indicato dai Programmi ma non disdegnando anticipazioni di autori di epoca successiva. All’interno del modulo: I caratteri della

storiografia latina dalle origini all’età di Cesare è stato previsto un percorso di lettura del De coniuratione Catilinae di Sallustio, a partire dalla tecnica del ritratto. La procedura seguita è stata pressoché identica a quella utilizzata nell’esperienza di tirocinio ma il tempo impiegato per lo svolgimento del modulo è stato maggiore. Nel nuovo monte orario sono state inserite le verifiche formative che, nell’esperienza del tirocinio, non sono state effettuate ed è stato previsto un maggior corredo di testi in traduzione che, invece, nell’intervento didattico SIS è stato ridotto per l'esiguo numero di ore a disposizione. I tempi si sono allungati anche per le difficoltà che ha comportato la gestione di una classe molto numerosa (32 alunni, alcuni con vistose lacune nelle competenze di base). Inoltre, la specializzata ha apportato delle varianti al progetto: ha sostituito il brano conclusivo dell’opera con un testo sulla descrizione dei complici di Catilina e ha proposto un confronto tra Sallustio e Manzoni. Sono stati letti in classe i due ritratti di Gertrude e dell’Innominato e confrontati, attraverso la costruzione di una tabella delle “qualità”, con due celebri ritratti sallustiani (Sempronia e Catilina). L’unità didattica si è svolta nei mesi di gennaio e febbraio (è stata utilizzata anche la prima settimana di marzo), su un monte orario di 32 ore circa (il quadro orario dell’Istituto stabilisce 4 ore alla settimana per la disciplina del latino). Tenuto conto che almeno 4 ore del monte orario sono state utilizzate per la ripresa e la spiegazione di alcune strutture morfo-sintattiche riscontrate nell’analisi stessa dei testi di Sallustio e che 8 ore circa del monte orario sono servite per le interrogazioni orali, sono rimaste 20 ore per la strutturazione del progetto didattico, circa il doppio di quelle usate nell’esperienza SIS. Nell’Istituto in cui la specializzata ha proposto l’UD lo studio della letteratura latina non è impostato secondo un impianto cronologico e sistematico ma prevede un’organizzazione modulare basata soprattutto sull’individuazione di alcuni generi letterari di importanza fondamentale nella cultura antica e all’interno dei quali, poi, è possibile programmare dei moduli di natura tematica. Accanto al manuale di letteratura latina che deve servire per offrire agli studenti le linee guida dei percorsi programmati, il Dipartimento di Lettere ha scelto dei testi antologici da proporre agli studenti nella scansione dei tre anni, che sono rappresentativi di alcuni generi: la storiografia, il poema epico, la lirica, il teatro, la trattatistica filosofica e politica. La specializzata, dunque, ha costruito i suoi percorsi di lavoro partendo proprio dalle antologie a disposizione degli studenti (passi scelti da Cesare, Sallustio, Cicerone). In questo modo è stato possibile approfondire maggiormente alcune tematiche legate a tali autori e prevedere la lettura di un numero maggiore di testi. Affrontare un autore come Sallustio presenta degli aspetti critici, legati in particolare al linguaggio, alle costruzioni sintattiche e allo stile che risultano senza dubbio complessi per gli studenti; tuttavia, si può ovviare al problema sia potenziando il contributo dei passi in traduzione, che contribuiscono ad inquadrare il tema dell’opera, sia lavorando su un nucleo tematico, il che consente di affrontare testi abbastanza simili e quindi aiutare gli allievi a familiarizzare con l’autore e il suo stile di scrittura. A tal proposito, il lavoro di traduzione deve prevedere un’analisi linguistica puntuale, volta in particolare a rendere evidente agli studenti le caratteristiche del periodare sallustiano. Ad esempio, si possono analizzare alcuni periodi (quelli più complessi relativi a brani “esemplari”) attraverso la costruzione di schemi sintattici alla lavagna che rendano visibili i rapporti gerarchici tra le frasi. Il confronto tra schemi relativi a passi diversi farà emergere chiaramente la preferenza dell’autore per determinate strutture stilistiche (ad esempio: la paratassi, la coordinazione per asindeto, le ellissi e così via). Tornando all’esperienza di tirocinio, c’è da dire che la ricaduta dell’intervento didattico è stata confortante: la classe ha ottenuto nella prova di verifica risultati discreti, probabilmente anche perché l’intervento è stato analiticamente programmato con numerose riflessioni su quel che ha funzionato e su quel che è andato male nell’attività didattica e nel rapporto con gli allievi, sul rispetto o meno dei tempi della didattica, sulla capacità / flessibilità della tirocinante di effettuare eventuali cambiamenti nel progetto didattico, sulla capacità di valutare con oggettività una prova. Il fatto poi che tutto questo sia avvenuto con il supporto di un docente tutor più esperto ha limitato le

probabilità di errore. Quando l’esperienza è stata riproposta in un’altra classe e la specializzata è diventata docente di ruolo, si è trattato ormai di un intervento “collaudato”. Si è rivelato interessante il poter prevedere qualche variante, qualcosa di diverso che non si è potuto svolgere durante il tirocinio, un’idea personale che è stata messa in pratica senza vincoli di sorta. Ma c’e anche da dire che la specializzata ha faticato non poco a riproporre tale percorso alla sua nuova classe perché, come già accennato sopra, l’eccessivo numero di studenti e una buona percentuale di allievi con carenze di base nella disciplina hanno rallentato il percorso in più parti. La proposta didattica si presta naturalmente a diverse varianti: il confronto con i ritratti manzoniani, ad esempio, che la specializzata ha utilizzato nella sua nuova stesura del progetto, è solo una possibilità; sarebbe interessante, ad esempio, impostare un lavoro di ricerca su scrittori posteriori a Sallustio che si occuparono di ritratti nelle loro opere (Livio, Svetonio, Tacito) e analizzare alcuni passi, in lingua e in traduzione operando confronti con i testi di Sallustio. Per questa via, infatti, sarebbe possibile anche toccare, nel corso del triennio, autori e opere successivi, tenendo sempre presente, il docente, una gradualità delle difficoltà dei testi, sia dal punto di vista linguistico che da quello delle problematiche affrontate.